Luglio 18th, 2008
Se diamo per scontato che utilizziamo la metodica su una patologia per cui ci sia una corretta indicazione, se utilizziamo le piastre di una giusta dimensione ed in una corretta posizione, se utilizziamo un’adeguata potenza e un esatto tempo e frequenza di trattamento, se il sistema immunitario del nostro paziente è in buone condizioni, se raggiungiamo una precisa e determinata temperatura, se le lesioni sono contenute all’interno dell’area riscaldata, se ecc ecc…, abbiamo la ragionevole probabilità di ottenere un buon risultato. Questo va dall’arresto di progressione di malattia ad una riduzione, che può essere più o meno importante, delle dimensioni e del numero delle lesioni. Tutto questo non è fantascienza. E’ stato più volte e da più parti, scientificamente dimostrato. Infatti stiamo parlando di una metodica ufficialmente riconosciuta in tutto il mondo. In una prima fase, però, che può essere più o meno lunga, si può osservare (con ecografia, t.a.c. o risonanza magnetica nucleare) un aumento delle dimensioni delle lesioni dovuto all’edema, alla necrosi e colliquazione dei tessuti malati per effetto del surriscaldamento. Solo in una fase successiva, invece, il sistema immunitario fagociterà (mangerà, porterà via) le cellule necrotiche (cioè morte) e solo allora si potrà valutare l’entità del risultato positivo, finale. Attenzione però. All’inizio ho premesso che si utilizzi la metodica in maniera corretta. Di certo, quindi, è anche vero il contrario: se si utilizza la metodica in modo inopportuno si possono documentare danni che limiterei a ustioni cutanee, fastidiose ma non mortali. A livello di malattia, invece, assisteremo ad una lenta, graduale ma inesorabile sua progressione. Del resto, qualunque metodica terapeutica non correttamente utilizzata permetterà e determinerà la continuazione della malattia nella sua nefasta corsa e il cancro… non fa eccezione!
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Luglio 18th, 2008
Le prime due metodiche limitano molto il loro campo di azione. L’ultrasuono, infatti, non riuscendo a superare la barriera ossea determina un cono d’ombra posteriore inefficace, e il microonde è caratterizzato da una scarsa penetrazione del calore in profondità. Quindi, con loro, sarà possibile trattare solo le lesioni superficiali, per esempio, di un arto, ma sicuramente non sarà possibile trattare lesioni polmonari. Un trattamento di ipertermia a radiofrequenza capacitiva esterna, invece, non ha questi limiti. Supera, infatti, qualunque ostacolo di natura ossea e riesce a scaldare in profondità permettendo, quindi, anche il trattamento di lesioni polmonari. Inoltre, il problema del cuore è una controindicazione che non esiste a meno che sia un cuore malato che funzioni solo dietro la stimolazione di un vecchio pace-maker, che potrebbe risentire di interferenze sul corretto funzionamento da parte della radiofrequenza. In questo caso si impone il controllo di un cardiologo che dia il via libera al trattamento. Quindi, ricapitolando, quando chiedete informazioni sull’ipertermia dovete specificare che sia a radiofrequenza capacitiva esterna. E’ la metodica che offre le migliori potenzialità di effetto a fronte di pressochè nulle controindicazioni o effetti collaterali.
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Luglio 18th, 2008
Per un essere umano che soffre, c’è sempre qualcosa da fare, ma se questo essere umano è nostro padre malato di cancro in stadio avanzato, sicuramente i nostri sentimenti e le nostre emozioni saranno messi a dura prova. Questo rende anche difficile, pertanto, distinguere tra cure da cui ci si possa aspettare una risposta positiva ed un vano accanimento terapeutico. In quest’ottica, pertanto, andrà vista anche l’ipertermia a radiofrequenza. Non dovrà essere ritenuta una metodica che possa risolvere il problema di un fegato metastatico e per di più cirrotico, ma sicuramente potrà essere presa in considerazione a scopo palliativo, antalgico. Infatti, tra le diverse opzioni terapeutiche che si possono avere a disposizione, l’ipertermia a radiofrequenza capacitiva esterna è sicuramente quella che a parità di effetti positivi offre la pressochè totale assenza di effetti collaterali. Questo, unito all’affetto dei propri cari, al coordinamento di una seria e professionale equipe medica e perchè no, alla fede, anche se non porterà alla guarigione del nostro caro, sicuramente non gli faranno mancare tutte le cure di cui ha diritto.
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Luglio 18th, 2008
Assolutamente no. Se parliamo di iperterma a radiofrequenza capacitiva esterna, possiamo dire che è una metodica non invasiva e non dolorosa. Non necessita, pertanto, nè di anestesia (nemmeno locale) nè di ricovero. E’ un trattamento ambulatoriale e il paziente non deve abbandonare nulla delle sue abitudini alimentari, farmacologiche e non subisce alcuna limitazione nella vita di relazione con le altre persone.
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Luglio 16th, 2008
L’ipertermia a radiofrequenza capacitiva esterna è una metodica terapeutica riconosciuta, utile e valida da percorrere nel trattamento dei tumori solidi. Proprio per questo motivo, personalmente, non aspetterei di verificare l’effetto della chemioterapia o della radioterapia in corso o di qualsivoglia altra cura sperimentale (che potrebbe essere anche scarso) e comincerei un ciclo di ipertermia il più presto possibile. Questo non significa che se, per svariati motivi, non si potesse farlo subito si perde l’opportunità e la validità nel farlo più tardi, ma ritengo di poter serenamente affermare che qualunque metodica terapeutica valida nella lotta contro il cancro sia comunque più efficace quanto la malattia stessa sia meno diffusa! Mi spiego con un semplice esempio: con un secchiello posso vuotare una vasca da bagno piena d’acqua e avere la certezza di ottenere un buon risultato in breve tempo, ma se fosse una piscina ci vorrà molto più tempo e potrei correre il rischio di non avere abbastanza tempo o energie per farlo. …ma questo è solo il mio parere!
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Luglio 16th, 2008
METODICHE DI IPERTERMIA ONCOLOGICA
A oggi esistono ben dodici modi diversi per indurre ipertermia in un corpo umano.
Per questo motivo, quando si parla di ipertermia, nel bene o nel male, bisogna sempre specificare a quale di queste metodiche ci stiamo riferendo:
01 - Capacitiva a radiofrequenza esterna
02 - Radiante a microonde
03 - Radiante a ultrasuoni
04 - Interstiziale intraoperatoria
05 - Endocavitaria a radiofrequenza
06 - Endocavitaria perfusionale
07 - Chemioipertermia intra operatoria
08 - Elettrotermoablazione
09 - Locoregionale perfusionale
10 - Total body perfusionale
11 - Total body a infrarosso
12 - Total body indotta da tossine o bacilli attenuati
Ognuna di queste, infatti, ha precise indicazioni, possibilità e limiti e si differenziano molto fra loro.
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Luglio 16th, 2008
Qualche mese fa, ho ricevuto questa toccante richiesta di aiuto:
cari, volevo raccontare la mia storia sono una ragazza di 24anni che a giugno dopo tante battaglie a perso la sua mammma di un male pultroppo che non lascia via di uscita !!si e ammalata agenneio07 gli anno digniosticato un tumore al pancreas ha messo stent biliari ,dopo gli hanno iniziato la kemio con gemgitabina al policlinico umberto primo a roma ,ma nel frattempo era seguita a casa dall’hospis di s.antonio da padova (una clinica per malati terminali)loro l’anno aiutata tanto …venivano tutti i giorni 5giorni l’infermiere e 2volte il dottore sononstati con lei e con me che sono stata sola con lei fino all’ultimo sono degli angeli di persone e di medici.diciamo che e stata benino fino agli inizi di giugno anche se prendeva morfina in compresse(ha iniziato da 10ml fino a 50ml al giorno)anke se in questi mesi a avuto febbre doloretti vari ecc…..poi e successo tutto cosi in fretta….il 18 giugno non e stata tanto bene aveva avuto i soliti doloretti dalla mattina che non sono passati con niente…verso il pomeriggio tardi sono passati ..la sera a mangiato ..anche con appetito(raro)poi abbiamo parlato giocato a carte visto la tv io sono andata a dormire lei rimaneva senpre di piu alzata che andava al bagno faceva tutte le sue cose con calma.la notte( io dormivo con lei)non e stata tanto bene…la mattina non era piu lei…faceva e diceva cose senza senzo era strana con uno sguardo diverso ..l’ultima cosa che mi ha detto accarezzandomi i capelli nel letto e stata”ciccia dormi mamma ti sveglia sempre”poi quella mattina e venuta la dottoressa dell’hospis a visitarla e ci ha consigliata di ricoverarla da loro e cosi ho fatto ne l pomeriggio l’ho ricoverata ma lei non c’era piu cn la testa non so ….prima che gli facessero un calmante verso le sette di sera ancora mi parlava(anke se non diceva cose sensate) poi dopo di quello non ha parlato(nonfecero in tempo ha levare l’ago dal braccio che gia dormiva)durante la notte inizio un respirare male con il rantolo la mattina avuto emmorraggie da sotto la sera pure aveva gli occhi socciusi persi nel vuoto sedata sicuramente anke se quando l’abbiamo cambiata cn l’infermiera nel pomeriggio si lamento dicendo “aia”poi la notte il 21giugno alle2 e 23 mori….che vuoto che mi rimane la mamma e la cosa piu bella del mondo mi manca tanto…pero io o delle domande che nessuno mi ha risposto o perche non avevano risposte lei cosa a capito?sentiva?perche ha perso la mente….cosi tutto ad un colpo quella mattina …spiegatemi qualcosa se sapete grazie
Gentilissima ***, siamo tutti veramente molto dispiaciuti per quello che è accaduto. Perdere la mamma è un dolore che mette a dura prova i nostri pensieri, le nostre emozioni e la nostra stessa voglia di vivere. La vorrei rassicurare sul fatto che, sicuramente, non ha provato alcun dolore e non si è resa conto di nulla, perchè da come racconta, è verosimile che sua madre sia precipitata molto velocemente verso uno stato di coma. Gli angeli medici e infermieri che le stavano vicino avranno fatto tutto quello che la terapia medica gli consentiva di fare, ed ora lei dal cielo le sarà sempre al suo fianco. Si regali un sorriso e si guardi nel profondo dell’anima… scoprirà l’impronta e l’immagine del volto sereno di sua madre che nessuno e nulla al mondo le potrà mai portar via….nemmeno la morte. Un abbraccio affettuoso.
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Luglio 16th, 2008
Con il termine di Ipertermia a Radiofrequenza si intende il riscaldamento controllato di una parte del nostro corpo utilizzando la radiofrequenza.
Per fare questo, il paziente è comodamente sdraiato su un confortevole lettino e gli vengono posizionate due piastre, una sopra e l’altra sotto la parte del corpo da trattare.
Tra queste due piastre, che sono refrigerate per evitare ustioni cutanee, passa la radiofrequenza che scalderà l’organo trattato fino ad almeno 42,5 °C.
A questa temperatura, le cellule tumorali malate moriranno, mentre quelle sane si raffredderanno rapidamente senza subire danni significativi.
Per questo motivo, la metodica è assolutamente priva di effetti tossici collaterali e non è assolutamente dolorosa.
Si praticano, in media, due trattamenti settimanali della durata di circa 1 ora e il numero di sedute è in funzione della gravità della malattia.
Normalmente, un ciclo non dura oltre le venti sedute, prevede successivamente una sosta di circa un mese e dopo gli opportuni accertamenti è ripetibile.
Non è una metodica invasiva ed è facilmente sopportabile dal paziente.
Ovviamente, migliori sono le sue condizioni generali e del suo sistema immunitario e migliore sarà un risultato positivo atteso.
Non è una metodica sperimentale ed è anche riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale. In Italia esistono diversi centri di ipertermia sia pubblici che privati.
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Luglio 16th, 2008
La carcinosi peritoneale ha, come patologia, tutte le indicazioni per essere trattata con ipertermia a radiofrequenza. Ovviamente, migliori sono le condizioni generali del paziente e del suo sistema immunitario e migliore sarà il risultato positivo atteso. Contariamente, un paziente in scadenti condizioni generali, con un sistema immunitario in deficit e con una grado di estensione della malattia elevato e magari in più distretti avrà una risposta positiva attesa molto bassa. Queste due condizioni cliniche, abissalmente diverse, determineranno, quindi, la differenza tra curare (ostacolare, rallentare o ottenere una remissione parziale di malattia) e guarire (distruggere le lesioni tumorali e ottenere una remissione completa di malattia).
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Luglio 3rd, 2008
Durante un trattamento di ipertermia a radiofrequenza (con generatore Synchrotherm) il paziente avverte nettamente la sensazione di calore interno quando il generatore di radiofrequenza si trova ad una potenza adeguata. Questa potenza è espressa in watt ed è in genere visibile sul display del generatore stesso. Nei minuti precedenti, invece, è molto probabile che il paziente avverta una sensazione di freddo. Questo è dato dal fatto che la superficie delle piastre è refrigerata da un sistema ad acqua a circuito chiuso. Ci sono poi una serie di variabili che sono legate alla capacità di sopportazione del calore da parte del paziente, alle dimensioni delle piastre, ed all’organo trattato. Tra le due piastre è frequente che il paziente senta più fredda quella posteriore perchè il peso del suo corpo, adagiatoci sopra, permette un contatto più netto con il sistema di refrigerazione di quello che si può avere con la piastra superiore. In questo caso, è sufficiente che il paziente, se può, eserciti una leggera pressione con le mani sulla piastra superiore ed avvertirà un’aumentata sensazione di freddo cutaneo. In genere, il paziente fa fatica a comprendere le due diverse sensazioni, caldo o freddo, che raggiungono il cervello contemporaneamente, ma questo avviene solo all’inizio del trattamento. Quando, infatti, la potenza del generatore sale, la sensazione di caldo interna è decisamente superiore a quella del freddo percepibile a livello cutaneo. Inoltre, più passa il tempo e più il calore tende a diffondersi in tutto il corpo, mentre la sensazione di freddo rimane percepibile solo a livello cutaneo sotto la piastre. Il raggiungimento di un’adeguata temperatura interna è determinante ai fini del trattamento, altrimenti non si chiamerebbe IPERtermia, che significa appunto, aumento del calore!
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