Carcinoma mammario con metastasi meningee, polmonari ed epatiche.
D: Riassumo brevemente la situazione della mallattia di mia sorella di anni 44. Luglio 2000 carcinoma mammario trattato chirurgicamente. Gennaio 2004 metastasi ossee trattate con radioterapia. Successive altre linee di chemioterapia non sempre portate a termine. Dicembre 2007 carcinomatosi meningea trattata con radioterapia. Gennaio 2008 versamento pleurico trattato con talcaggio, verosimile carcinosi linfangitica. Marzo 2008 metastasi epatiche. Attualmente ha iniziato un ciclo di chemioterapia (taxolo). Volevo sapere se ci fossero spazi per tentare di abbinare l’ipertemia alla chemioterapia.
R: Gentilissimo sig. ***, il caso che lei pone alla nostra attenzione è sicuramente molto complesso e severo. Le indicazioni ad un trattamento con ipertermia a radiofrequenza ci sono, ma occorre fare una premessa importante: una caratteristica “limite” di questa metodica è che si tratta di una terapia ad azione locale. Questo significa che solo l’organo trattato intorno ai 42,5 °C avrà un beneficio diretto, massimo. Tutto il resto avrà il beneficio di una febbre artificiale, il più importante dei quali è la stimolazione della risposta immunitaria. Nel caso che lei ci segnala, ci sono diversi organi coinvolti dalla malattia alcuni dei quali già trattati con altre metodiche e in tempi diversi. Sarà, pertanto determinante, decidere in quale organo applicare le piastre e questo lo potrà decidere soltanto l’equipe medica che valuterà la documentazione clinica e si renderà conto di quale organo ne avrà più bisogno. Consulti quindi, senza indugi, i centri di Ipertermia Clinica e si rivolga ad uno di loro con serenità e fiducia. Dovranno preparare un piano diagnostico-terapeutico personalizzato. Non esiti a ricontattarmi qualora ne avesse bisogno.