Ipertermia privata e rimborso dall’ASL. E’ possibile?

Se un paziente si sottopone ad un ciclo di ipertermia in un centro privato e poi richiede il rimborso in forma indiretta (cioè, prima paga le sedute e poi richiede il rimborso alla propria asl) si sentirà rispondere un secco NO!!! In questo caso potrà fare causa all’ASL, ma questo vuol dire altre spese e non tutti se lo possono permettere. A quasi tutti i miei pazienti, il rimborso è stato negato!!!! Qualcuno ha fatto causa, spendendo altri soldi.  Altri, e sono la maggioranza, vi ha rinunciato. Ci sono delle eccezioni, però: ricordo di una paziente residente in Sicilia, ma che alloggiava dalla figlia in un paese della Lombardia e che si sottoponeva nel mio centro a sedute di ipertermia. Sono stato informato da lei stessa che la sua ASL le ha rimborsato tutto fino all’ultima lira (era di qualche anno fa). Indagando, tra i miei pazienti, ho potuto verificare che quelli piemontesi non hanno mai ottenuto nulla, quelli lombardi, invece, a volte nulla e a volte rimborsi parziali. Quelli che provengono da regioni a statuto speciale hanno più probabilità di essere rimborsati. Da queste mia esperienza avrete capito che ogni regione si comporta come crede, e la stessa regione, in maniera diversa di anno in anno. Ma non siamo tutti ITALIANI????? Comunque, a parte il tono polemico, il consiglio che do a miei pazienti e, quindi a tutti voi è semplice: per aumentare le probalità di essere rimborsati delle spese per le sedute di ipertermia (dai 200,00 ai 400,00 euro a seduta a seconda del centro), conviene sempre recarsi PRIMA presso la propria ASL e chiedere quali sono le modalità per essere AUTORIZZATI ad effettuare un ciclo di ipertermia a radiofrequenza presso un centro privato. Il più delle volte, l’impiegato vi risponderà che non sa neanche di cosa state parlando. Molto diligentemente, allora, dovrete fornire il codice che identifica l’ipertermia nel prontuario terapeutico nazionale che è il 9985.2 - A questo punto, vedrete che l’ASL vi chiederà la prescrizione, cioè la richiesta, da parte di uno specialista oncologo appartenente all’ASL stessa, che vi dovete sottoporre a cicli di ipertermia (e qui sarà un’ardua impresa) e qualche ASL vi chiederà addirittura un certificato del centro di ipertermia più vicino convenzionato dove venga indicato chiaramente il tempo di attesa, qualora, voleste farlo in una struttura pubblica. Da questo capirete che è veramente dura ottenere questo rimborso, però provate!!!
Consapevole di quanto sia dura ottenere il rimborso, da molti anni ormai, ho preso una decisione di cui non mi sono mai pentito e mi rivolgo a genitori che si trovano nella tristissima situazione di avere un bimbo malato di cancro e non avere la possibilità economica di curarlo: nel mio centro, per mia scelta professionale, ho la possibilità di trattare gratuitamente alcuni pazienti oncologici in età pediatrica.
Personalmente non trovo giusto che un paziente malato di cancro debba sostenere le spese di una validissima terapia per potersi curare. Dobbiamo, quindi, sperare che sempre più centri pubblici utilizzino questa metodica.



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